Beni strumentali — Nuova Sabatini
La misura storica per chi compra macchinari, impianti, attrezzature o tecnologie digitali. Finanziamento bancario o leasing da 20.000 a 4 milioni di euro, con un contributo del Ministero che ne abbatte gli interessi. Sportello sempre aperto, con oltre 1,3 miliardi ancora disponibili.
- Presentazione
- Sportello aperto
- Aggiornato
- 14 agosto 2026

Cos’è
La Nuova Sabatini è l’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che sostiene le PMI nell’acquisto di beni strumentali. È la misura più usata d’Italia per gli investimenti in macchinari: tra il 2017 e il 2023 ha raccolto 125.000 domande e impegnato 4 miliardi di euro.
Funziona in modo diverso dalla maggior parte dei bandi. Non ricevi un contributo sull’investimento: ottieni un finanziamento dalla tua banca — o un contratto di leasing — e il Ministero ti versa un contributo che ne copre gli interessi. In pratica paghi l’attrezzatura a rate, e una parte consistente del costo del denaro te la rimborsa lo Stato.
A chi si rivolge
Micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale o unità locale in Italia.
Sono ammessi tutti i settori produttivi, compresi agricoltura e pesca. Fanno eccezione le attività finanziarie e assicurative.
L’impresa deve inoltre essere:
- nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria né sottoposta a procedure concorsuali;
- non in difficoltà economica secondo la definizione europea;
- in regola con eventuali aiuti dichiarati illegittimi dalla Commissione europea.
Cosa finanzia
Beni nuovi a uso produttivo:
- macchinari, impianti e attrezzature;
- hardware, software e tecnologie digitali;
- beni acquistati anche tramite leasing finanziario.
Cosa resta escluso
- terreni e fabbricati;
- beni usati o rigenerati;
- immobilizzazioni in corso e acconti;
- beni non strumentali all’attività.
Le agevolazioni
Il finanziamento va da 20.000 a 4 milioni di euro per impresa, con durata massima di 5 anni. Può coprire fino al 100% dell’investimento ed è assistito fino all’80% dal Fondo di garanzia PMI, il che lo rende accessibile anche a chi non ha garanzie proprie da offrire.
Il contributo ministeriale è calcolato sugli interessi di un piano convenzionale a cinque anni, ai seguenti tassi:
| Tipo di investimento | Tasso convenzionale |
|---|---|
| Beni strumentali ordinari | 2,75% |
| Beni 4.0 | 3,575% |
| Investimenti green | 3,575% |
Esiste anche una linea Nuova Sabatini Capitalizzazione, riservata alle società che stanno patrimonializzandosi: il tasso convenzionale sale al 5% per micro e piccole imprese e al 3,575% per le medie.
Come arriva il contributo
Di norma in quote annuali, entro sei anni dalla conclusione dell’investimento. Per i finanziamenti fino a 200.000 euro deliberati dal 1° gennaio 2022 l’erogazione avviene invece in un’unica soluzione.
Come e quando presentare domanda
La procedura è a sportello, senza graduatorie né scadenze: si presenta domanda fino a esaurimento delle risorse.
A differenza di altri incentivi la domanda non si presenta al Ministero, ma
alla banca o alla società di leasing aderente alla convenzione ABI-MIMIT-CDP,
che la trasmette attraverso la piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it.
L’ordine cronologico che conta è quello di arrivo della richiesta
dell’intermediario.
Le risorse ci sono. Al 13 luglio 2026 restavano disponibili oltre 1,3 miliardi di euro sulla linea ordinaria e 77 milioni su quella Capitalizzazione, a cui la Legge di Bilancio 2026 ha aggiunto un rifinanziamento di 650 milioni per il biennio 2026-2027.
Il passaggio delicato è il primo: l’ordine o il contratto di acquisto non devono essere firmati prima della domanda di finanziamento. È l’errore che fa perdere l’agevolazione più spesso, e riguarda una decisione che l’imprenditore prende in autonomia, spesso settimane prima di pensare al bando.